468335924_1091593952976318_737843491513062154_n
469896528_1102324508569929_7736079112151958433_n
470237382_1107577748044605_9112838807821112048_n
470573712_1112952257507154_8546307438258532633_n
471112498_1112948437507536_5941256252080328138_n
471218725_1112948900840823_8190653408610999774_n
473335775_1127697022699344_5156758041394801569_n
473535307_1133761555426224_346761348400104471_n
474856943_1144449224357457_7742314158705771344_n
475462521_1144454247690288_3707154689908913140_n
476436192_1149724280496618_3011859040869060798_n
480041817_1156285763173803_608337810192084106_n
480067271_1156256689843377_3501393822052121213_n
480595306_1159773549491691_2403397777608510958_n
482076764_1173750594760653_7359530455644832420_n
484763880_1179766457492400_2671163549907743461_n
484905468_1179766424159070_7313285029862497649_n
484905468_1179766424159070_7313285029862497649_n
484763880_1179766457492400_2671163549907743461_n
482076764_1173750594760653_7359530455644832420_n
480595306_1159773549491691_2403397777608510958_n
480067271_1156256689843377_3501393822052121213_n
480041817_1156285763173803_608337810192084106_n
476436192_1149724280496618_3011859040869060798_n
475462521_1144454247690288_3707154689908913140_n
474856943_1144449224357457_7742314158705771344_n
473535307_1133761555426224_346761348400104471_n
473335775_1127697022699344_5156758041394801569_n
471218725_1112948900840823_8190653408610999774_n
468294703_1091593506309696_8947578689478838461_n
468335924_1091593952976318_737843491513062154_n
469896528_1102324508569929_7736079112151958433_n
470237382_1107577748044605_9112838807821112048_n
470573712_1112952257507154_8546307438258532633_n
471112498_1112948437507536_5941256252080328138_n
468160386_1091594292976284_7370673051039532962_n
previous arrowprevious arrow
next arrownext arrow
Shadow

Un richiamo al carattere e all’orgoglio del gruppo in un momento delicato della stagione. È quello di Paolo Battaglia, il 26enne opposto venuto in estate dalla Sicilia per vestire la casacca di una ErmGroup Altotevere scesa di nuovo al penultimo posto della classifica nel girone Bianco del campionato di Serie A3 Credem Banca dopo lo 0-3 di Belluno. Con lui, analizziamo la partita di domenica scorsa e le difficoltà che la squadra biancazzurra (ma non soltanto essa, finora) palesa quando gioca lontano dalle mura amiche. “La certezza avallata dai numeri – dichiara Battaglia – è che in trasferta giochiamo peggio rispetto a quando siamo di scena in casa. Non so se questo dipenda dagli impianti e dall’assenza dei punti di riferimento (vedi per esempio le luci degli altri palasport), ma non è assolutamente un alibi. Il dato di fatto è che ci troviamo in una situazione di emergenza e che a Belluno abbiamo provato formazioni “testate” pochissime volte durante la settimana per ovvi motivi: Marzolla schierato in posto 4 con Cipriani, ma insieme non hanno mai ricevuto. Mancano poi Carpita e qualcun altro che dia equilibrio e sicurezze in campo”.

Anche tu inizialmente hai stentato nell’entrare in partita, poi ti sei sciolto; difficoltà di adeguamento rispetto alla sfida contro il Mantova, nella quale sei stato protagonista fin da subito? “Un po’ l’emozione, un po’ il palazzetto nuovo nel quale ho giocato, mi hanno frenato nei minuti iniziali: d’altronde, entrare in casa è diverso, perché lo fai sul taraflex nel quale ti alleni tutti i giorni e che ti è diventato familiare. Di sicuro, l’avversaria ci ha messo del suo, poi spesso accade che lo stato emotivo del collettivo arrivi a contagiare anche chi entra a freddo”. E nel terzo set cosa è successo? “Che siamo incappati in un black-out incredibile; il Belluno, dopo essersi aggiudicato le prime due frazioni, aveva preso fiducia e i suoi atleti hanno spinto molto la battuta, oltre a essere sempre puntuali nelle coperture, anche sui buoni muri di Quarta. Noi, con l’umore a terra, eravamo in evidente affanno e non abbiamo avuto quella reazione che avrebbe potuto quantomeno evitarci la brutta figura”.

Contro Sarroch e Savigliano, tuttavia, il carattere è venuto fuori e avete conquistato due successi da tre punti. Ora, contro la Negrini Cte di Acqui Terme, questo temperamento dovrà assolutamente riemergere. “C’è bisogno che ognuno di noi si faccia un bagno di umiltà e inizi a mettersi in discussione, perché – sottolinea Battaglia – è inutile puntarsi il dito a vicenda. In questa situazione ci siamo cacciati da soli e da soli dobbiamo uscirne. Più che una rilevante prestazione dal punto di vista tecnico, occorre appunto il carattere, perché se paragoniamo le individualità nostre con quelle anche delle squadre più attrezzate non penso che vi siano giocatori molto più evoluti di noi. Siamo quasi alla pari con tutti e con tutti ce la giochiamo anche singolarmente. Quello che ancora manca è la coesione in campo dettata dal carattere: dobbiamo essere più “cattivi”, nel senso buono del termine, quindi intendo cattivi a livello agonistico. Il fatto di giocare in casa la prossima gara è un fattore a nostro favore, per cui sarà opportuno spingere tanto in battuta e riprendere da lì le nostre sicurezze. Acqui Terme ha una compagine costruita per andare anche sopra la A3 e non possiamo permetterci di regalare il cambio palla; più la mettiamo in difficoltà e meglio è”.

E Paolo Battaglia è agonisticamente “rabbioso”? “In campo sono molto emotivo e riesco ad accendermi facilmente. Una volta entrato nella giusta “trance” agonistica, mi viene tutto più facile e penso che ognuno di noi debba andare a ricercare in questo momento le stesse sensazioni”.